cavallo in acqua idro-terapia

Idroterapia equina

Non se ne sente parlare ancora molto spesso, soprattutto perché in Italia non possediamo tante strutture attrezzate in questo senso.

Con il termine idroterapia si intende un insieme di tecniche a base di acqua per curare e lenire diverse tipologie di infortuni nei quali alle volte incorrono i nostri cavalli.

Molto spesso, senza magari nemmeno accorgercene, la pratichiamo nella vita di tutti i giorni. Esempio più classico e comune è la doccia fredda agli arti dopo il lavoro.

Infatti l’acqua ha potere purificante, lenitivo ed antinfiammatorio.

L’applicazione più comune è quella che pratichiamo su una lesione o su un’ecchimosi che consente di placare il dolore, sgonfiare e pulire.

Per quanto riguarda la parte riabilitativa vera e propria, ci sono tipologie diverse che prevedono l’uso dell’acqua a varie temperature.

 

Acqua fredda

La più classica applicazione è la doccia fredda, come già esposto in precedenza. L’acqua corrente procura un massaggio continuo e favorisce la circoscrizione dell’infiammazione.

A questo proposito esistono “strumenti di supporto”, oltre al classico utilizzo del tubo dell’acqua.

Nello specifico parliamo di oggetti simili a stinchiere, provviste di fori e collegate ad un tubo di acqua corrente, il quale immette un flusso che massaggia l’arto o la parte dove viene applicato.

 

Acqua calda

L’acqua calda olitamente la si usa in una seconda fase di trattamento, dopo l’acqua fredda. Anche in questo caso è sufficiente un tubo che emetta acqua calda, o l’uso di un impacco.

Al contrario dell’acqua fredda che tiene sotto controllo le infezioni e le infiammazioni, l’acqua calda favorisce la vasodilatazione e di conseguenza accelera il processo di guarigione.

Entrando nello specifico del settore riabilitativo, l’acqua è impiegata in combinazione al Tapis Roulant ad immersione (Underwater Treadmill) e alla piscina.

In entrambi i casi, questo tipo di riabilitazione si usa nei post operatori articolari, nelle patologie riguardanti l’apparato muscolo-scheletrico o nell’allenamento cardiovascolare.

 

Il tapis roulant permette di far riprendere al soggetto una discreta forma fisica senza eccessivo carico sugli arti; soprattutto se hanno subito un qualche tipo di lesione. Inoltre lo sforzo che provoca l’attrito con l’acqua stimola la muscolatura e la rassoda. Senza trascurare l’effetto idromassaggio prodotto dal getto d’acqua.

 

Per quanto riguarda la piscina, il territorio è un po’ controverso. Le opinioni al riguardo sono contrastanti: qualcuno sostiene che sia un toccasana mentre altri sostengono che possa provocare danni perché il cavallo non è strutturalmente nato per nuotare.

 

Personalmente ritengo validi entrambi questi metodi di riabilitazione; per quanto riguarda la piscina sicuramente è indispensabile correggere quei soggetti che non hanno una buona postura per consentirgli di sfruttare al meglio questa tipologia di terapia.

In entrambi i casi è comunque indispensabile avere un’ottima conoscenza dell’anatomia e della biomeccanica equina per poter stabilire un programma di lavoro soggettivo da applicare al paziente.

Le terapie ad immersione possono apportare grandi benefici per il ritrovamento di uno stato di salute ottimale, sia fisico che mentale, nel cavallo sportivo e non solo.

Alla terapia ad immersione spesso si consiglia di affiancare la terapia manuale (manipolazioni e massaggi praticati dagli osteopati/fisioterapisti) ed un lavoro da terra mirato a seconda del problema che viene trattato.

 

Vediamo ora l’approccio ad entrambi gli strumenti riabilitativi citati.

 

Tapis Roulant

Alcuni treadmill hanno una pedana e sono rialzati da terra, altri no!

Una volta introdotto il soggetto, si chiude uno sportello posteriore e prima di cominciare la terapia si insegna al cavallo a muoversi sul nastro facendolo girare a velocità ridotta per poi aumentarla poco per volta.

Questo primo step è fondamentale perché prima di introdurre acqua nel dispositivo è fondamentale che il cavallo sia padrone di una buona deambulazione. Successivamente si comincia ad introdurre acqua ed il suo livello verrà deciso in base alla terapia stabilita ed al tipo di problema trattato.

Infatti, più l’acqua è alta e più il cavallo deve mettere in moto i muscoli per potersi muovere; quando si lavora con livelli di acqua alti, il carico delle zampe si riduce tantissimo e si vanno a mettere in moto anche i muscoli dorso-lombari, il che può produrre benefici anche per problemi alla schiena.

Oltre alle patologie articolari, con esso è possibile trattare dei post operatori come, ad esempio, dopo una colica. Alle volte dopo questo tipo di operazioni si possono creare delle aderenze che il movimento agevolato dall’acqua aiuta a sciogliere.

Stessa cosa vale per le fratture: il movimento alleggerito consente di ridare tono al muscolo della parte interessata senza il carico del peso.

 

Piscina

La piscina può essere tonda o ovale, di almeno 3 metri di profondità, costituita da uno scivolo per rendere l’immersione graduale, ed alcune sono dotate di ponti mobili per consentire a due operatori di seguire le varie fasi di nuoto del cavallo.

Alcuni cavalli non riescono a mantenere la groppa a galla, mentre altri nuotano lateralmente e per questo motivo il cavallo viene guidato in acqua con le lunghine per far migliorare la posizione del paziente.

La posizione di nuoto ideale è con il collo steso e il posteriore che affiora leggermente.

Mentre con i ponti è possibile far girare il cavallo per alcuni minuti, in assenza si può fare un solo giro per volta.

Anche in questo caso il lavoro viene intensificato gradualmente poiché tutto il corpo è coinvolto in un discreto sforzo muscolare.

 

Il tapis roulant presenta alcuni vantaggi rispetto alla piscina:

  • Le operazioni di allenamento o riabilitazione possono essere seguite da un solo operatore.
  • Il cavallo che ha mangiato può comunque eseguire la terapia e in caso di black-out l’attrezzo si arresta ma è comunque possibile tirare fuori il cavallo.

In piscina le cose un po’ cambiano: il cavallo deve esser digiuno per evitare coliche o altri problemi; dove è previsto l’utilizzo di ponti mobili è necessario un generatore di emergenza che consenta di aprire i ponti in caso di mancata corrente per consentire l’uscita dalla piscina ed è consigliabile la presenza di due operatori nel caso in cui si presenti qualche problema con il cavallo.

 

Come per l’essere umano, l’allenamento o la riabilitazione in acqua è un toccasana anche per i nostri amici cavalli. Purtroppo però spesso i costi non sono accessibili a tutti.

Una cosa importante va però ricordata: affidatevi sempre ad un team di professionisti perché un non corretto utilizzo del tapis roulant e della piscina può provocare danni al cavallo.

Purtroppo, in Italia la cultura della riabilitazione e dell’allenamento in acqua non è molto sviluppata per cui è possibile imbattersi anche in personaggi che sottovalutano il potere di questi esercizi e di conseguenza provocano danni.

 

Sono nel mondo del cavallo letteralmente da quando sono nata. Ho ricevuto il mio primo pony all'età di quattro anni e di li la passione è andata crescendo; fino a vent'anni ho partecipato a gare di completo poi mi sono allontanata dalla competizione e della mia passione ne ho fatto un lavoro. Come tanti, ho cominciato dalla pulizia dei box, ho conseguito brevetti per insegnare, ho cominciato a domare ed addestrare cavalli. Ho lavorato in maneggi, allevamenti, grandi e piccoli. Intanto mi sono laureata in biologia con indirizzo etologico; ma non mi bastava: due anni fa ho conseguito un master in assistente veterinario e ho cominciato a lavorare in una piscina per riabilitazione equina.

Lascia un commento