progetto 3D di un maneggio

Progettare un maneggio

Se stavate cercando delle indicazioni o delle idee per progettare un maneggio, siete capitati nel posto giusto. Progettare un maneggio è un compito arduo.

Il maneggio dovrà essere esteticamente bello, accogliente e soprattutto funzionale; è necessaria tanta passione nella sua progettazione, tanto per i cavalli, ma soprattutto per gli animali in generale.

La realizzazione di un maneggio implica un ingente investimento economico, nonché tempo e lavoro; ma in compenso può portare molte soddisfazioni.

Una volta che si è sicuri di intraprendere questa strada, si può iniziare a cercare, se non lo si possiede, un terreno edificabile sufficientemente ampio, considerando almeno lo spazio necessario per i box, un campo e un po’ di verde dove lasciare il cavallo in libertà.

Buona parte del terreno deve essere possibilmente pianeggiante, altrimenti sarà necessario spianarlo per poterci costruire.

La costruzione di fabbricati può prevedere oneri di legge nella progettazione e approvazione da parte di tecnici iscritti all’albo degli architetti. Tuttavia, noi ci limiteremo ora solo a considerare come farsi un piccolo progettino.

Tra l’altro, la realizzazione concreta di stabili, recensioni, box eccetera andrebbe affidata a professionisti del settore: ci sono aziende specializzate nella realizzazione di strutture adibite ad attività equestri.

Un terreno ideale si estende per centinaia di metri quadri.

La nostra progettazione inizierà sicuramente dai box dove vivranno i cavalli.

Un box per pony deve misurare minimo 2,8 x 2,8 metri, ma per sicurezza ed evitare che in futuro un cavallo abbia poco spazio per muoversi, si consiglia di non andare mai sotto i 3 x 3 metri (box standard). Se si prevedono parti, 3 x 4 metri minimo sono d’obbligo, perché i puledri appena nati dovranno convivere con la mamma.

Se si sta pensando di mettere più box affiancati, si tenga conto delle misure di sicurezza: prevedere vie di fuga con porte larghe almeno ogni 10 box.

Ogni cavallo deve potersi affacciare all’esterno e deve essere garantita la facilità di fuga in caso di incendi o emergenze in genere.

Una volta pensato al (o ai) box, possiamo pensare al resto. Ci servirà sicuramente un luogo dove poter far lavorare il cavallo, un campo insomma, che dovrà essere ricoperto preferibilmente di sabbia, in modo da attutire le cadute del cavaliere, e sorgerà su un pezzo di terreno pianeggiante, senza solchi che favoriscano l’accumulo dell’acqua, sia piovana che proveniente da irrigatori.

disegno maneggio campi gara e scuderia

Esempio di una piantina di un maneggio

Andrebbe infatti previsto un impianto d’irrigazione per le giornate più secche; in grado di irrigare sufficientemente tutto il campo. Ne esistono diversi di sistemi, da quelli mobili a quelli programmati o, nel peggiore dei casi, una pompa per irrigare a mano. Gli impianti di irrigazione andrebbero previsti per tutti i campi.

Se stiamo pensando in grande e vorremmo un giorno poter ospitare qualche gara, potrebbe essere opportuno prevedere almeno due campi, di cui uno non può avere dimensioni inferiori a 20 x 40 metri, necessari per una gara di Dressage di basso livello. Per le gare di Dressage di medio livello sono richiesti almeno 20 x 60 metri, misure superiori come 60 x 120 metri sono richiesti per altre attività quali salto ostacoli eccetera.

Se si punta magari ad ospitare una competizione di salto ostacoli, si consideri che un percorso è composta da 12 ostacoli, più altre eventuali decorazioni, e che comunque gli ostacoli devono poter essere predisposti in modo da girare comodamente.

Il campo prova invece può essere anche di molto più piccolo, servirà solo come riscaldamento prima che il binomio esegua un percorso.

Talvolta può essere previsto uno o più tondini, ovvero campi di forma circolare usati per girare i cavalli alla longia.

Molto utile può tornare il campo coperto d’inverno e nelle giornate piovose in generale, tenendo sempre in considerazione le dimensioni minime di un campo. Si consideri infatti che durante tutto il periodo invernale, il cavallo non può stare fermo senza lavorare, quindi bisogna prevenire anche quest’esigenza.

A questo punto, assolutamente non trascurabile è il paddock.

Serve un posto dove poter lasciare liberamente i cavalli in natura, lontano da pericoli: un posto al verde dove ci siano alberi che proteggano dal sole e preferibilmente il suolo montuoso. Quest’ultimo fattore, infatti, può rivelarsi un’ottima strategia per una buona formazione fisica del cavallo che quando sarà libero sarà “costretto” a fare salite e discese. Un appezzamento più pianeggiante sarà utile al cavallo quando vorrà riposarsi le gambe e dove trascorrerà sicuramente la maggior parte del tempo.

La vicinanza ad un fiume, un ruscello d’acqua è a favore del cavallo, in modo che possa abbeverarsi quando ne ha necessità.

Assolutamente sconsigliata la vicinanza di un paddock alla strada se non si prendono tutte le dovute prevenzioni da furti e fughe che potrebbero causare danni a terzi e di cui poi ci troveremmo a pagarne le spese.

Se la struttura dovrà sorgere lontano da casa e prevederà che un minimo di utenza, è d’obbligo la predisposizione di una struttura per i servizi igienico-sanitari, magari distinti tra uomo e donna, un posto dove potersi vestire ed un ufficio: Una club-house insomma!

Non ho volutamente trattato di materiali e indicazioni nell’altezza di staccionate, porte eccetera; di tutto ciò ne parleremo in un altro articolo, lo scopo di questo era quello di rendersi conto degli spazi necessari.

Per capire invece come aprire un maneggio dal punto di vista burocratico e legislativo, potete leggere l’articolo “Aprire un maneggio“.

Nato nel '95, esperto di informatica, grande appassionato di equitazione e scrittura. Mi sono diplomato nel 2014 come perito elettrotecnico, studio Scienze e Tecnologie Informatiche all'università. Ho maturato esperienza nella realizzazione di piattaforme web, come il progetto Horse Social. Iniziai ad avvicinarmi al mondo del cavallo nel periodo delle scuole elementari. Dall'ippoterapia sono passato a gareggiare in diverse occasioni nelle competizioni FISE con ottimi risultati. Ho partecipato ad uno stage sugli attacchi conseguendo la patente A Attacchi. Nell'estate 2014 ho lavorato come assistente istruttore presso il maneggio di un importante centro turistico della Basilicata. Ho poi affiancato per un anno una dottoressa di riabilitazione equestre. Nel fine 2014 ho pubblicato la prima edizione del libro "Pronti in sella", aggiornato poi nel gennaio 2017.

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